domenica 31 marzo 2013

Tsuri Goshi

Tsuri Goshi (colpo d’anca sollevando)

 

 

Le anche e il dorso di Tori devono essere il più possibile a contatto con l’addome e il petto di Uke e molto importante è il movimento combinato delle due mani: la destra tira la cintura di Uke verso l’alto, la sinistra verso il basso.Tsuri Goshi è una tecnica d’anca molto simile ad O Goshi che appartiene al terzo gruppo del Go Kyo (Dai Sankyo). Nella sua esecuzione classica Tori spezza l’equilibrio di Uke in avanti, prendendo la sua cintura con la mano destra per sollevare il suo corpo. Lo porta a contatto con le proprie anche e lo proietta ruotando sul fianco.


sabato 30 marzo 2013

Tsurikomi Goshi

Tsurikomi Goshi (colpo d’anca tirando e sollevando)

tsurikomi_goshi

Nella sua esecuzione a destra Tori tira indietreggiando il piede destro, per fare avanzare il piede sinistro di Uke sbilanciandolo in avanti. A questo punto rompe l’equilibrio di Uke verso l’avanti-destro applicando, con entrambe le mani lo Tsurikomi (tirare e sollevare). Inserisce il piede destro tra i piedi di Uke e il gomito destro sotto la sua ascella sinistra.
Tori ruota il corpo a sinistra e tiene i piedi davanti ai piedi di Uke, abbassa le anche al livello delle sue cosce e fa contatto con esse. Raddrizza le ginocchia e spinge le anche indietro. Tira fortemente Uke verso il basso con le due mani  e lo proietta davanti a lui.

 

O Goshi

O Goshi (grande colpo d’anca)

Per l’esecuzione di questa tecnica occorre squilibrare Uke in avanti, passare il braccio destro dietro alla sua schiena, senza afferrare la cintura, sollevare Uke con l’ausilio delle anche e contemporaneamente continuare a tirare in avanti. Le anche di Tori devono sporgere rispetto a quelle di Uke ed è importante, inoltre, che siano più basse di quelle di Uke; le gambe devono essere aperte e flesse, per sollevare espingere in avanti, mentre con il braccio destro si mantiene il contatto con il corpo di Uke.
o_goshi
O Goshi é il classico colpo d’anca presente in tutti i sistemi di lotta, dalla Greco-Romana al Sambo, dal Glima al Sumo…

 

Koshi Guruma

Koshi Guruma (ruota sull’anca)

 
Nell’esecuzione di Koshi Guruma Tori fa un passo indietro col piede destro, ottenendo che Uke avanzi col sinistro e che il suo peso appoggi sulla punta dei piedi. Tori avanza con il piede destro vicino al piede destro di Uke, cinge il suo collo col braccio destro, arrivando con la mano sulla sua spalla; indietreggia il piede sinistro finché l’anca giunge a contatto con il lato sinistro dell’addome di Uke.
koshi_gurumaTori gira il corpo verso l’avanti sinistro, sollevando le anche e tirando Uke in avanti con le mani, rimanendo con le gambe flesse. Il corpo di Uke ruota sull’anca di Tori, cadendo poi al suolo davanti a lui.

Harai Goshi

Harai Goshi (spazzata con l’anca)

Nell’esecuzione classica Tori squilibra Uke in avanti a destra, mantenendo uno stretto contatto con il suo corpo. Tori solleva e spazza il fianco destro di Uke con la gamba tesa all’indietro, piegando il busto in avanti proietta con forza.
Harai Goshi è una proiezione di grande ampiezza che richiede molta energia e una grande rapidità di azione. Fondamentale è applicare correttamente il movimento di oscillazione.
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giovedì 28 marzo 2013

Uki Otoshi


  Uki Otoshi (caduta fluttuante)

 Uki Otoshi è l’ultima tecnica del quarto gruppo del Go Kyo (Dai Yonkyo). Spesso confusa con Sumi Otoshi, è una tecnica di braccia (te waza) molto fine che necessita di un ottimo squilibrio di Uke e di una perfetta opportunità da parte di Tori.
Uke è squilibrato in avanti con l’aiuto delle sole braccia grazie ad un piccolo movimento indietro di Tori che esegue Tai Sabaki per accentuare il suo squilibrio. Le anche di Tori ruotano per imprimere forza al movimento assieme alle mani con un movimento a cerchio. In seguito Tori chiude verso il basso con la mano sinistra mentre con la destra continua a spingere la spalla di Uke in avanti.
La proiezione è molto ampia e necessita di una perfetta coordinazione dei movimenti da parte di Tori.

Te guruma

Te guruma (ruota di mano)

 

Te guruma (ruota di mano) fa parte del gruppo di tecniche denominate Sukui-nage ed è una tecnica usata esclusivamente per il contrattacco (Kaeshi Waza) dal momento che l’attuale regolamento proibisce di afferrare le gambe in attacchi diretti. Jigoro Kano non inserì mai questa tecnica nel gruppo fondamentale del suo sistema (Go Kyo), non ritenendola abbastanza educativa per un corretto impiego dell’energia.

Nella sua esecuzione Tori fa scendere una mano per afferrare la gamba di uke sotto la coscia e lo solleva girandolo a testa in giù con un movimento rotatorio.

Tai Otoshi

Tai Otoshi (caduta dalla posizione)

Molto utilizzata nelle competizioni, Tai Otoshi può essere eseguito su gamba destra di Uke che avanza o che arretra.
L’esecuzione classica di Tai Otoshi consiste nel rompere l’equilibrio di Uke verso l’avanti-destro; mantenendo lo squilibrio di Uke, Tori avanza il piede destro fino a sorpassare il piede destro di Uke.
Tori distribuisce il peso equamente sulle due gambe e, ostacolando Uke, lo proietta verso l’avanti-destro facendolo passare sopra la propria gamba, con un’azione energica delle due braccia.

 

Sumi Otoshi

Sumi Otoshi (caduta nell’angolo)

Sumi Otoshi è una tecnica di braccia (te waza) e appartiene al quinto gruppo del Go Kyo (Dai Gokyo). Molto simile ad Uki Otoshi, da cui si differenzia solo per la direzione della caduta, è considerata la tecnica più difficile del Go Kyo
Nella sua esecuzione classica Tori squilibria Uke indietro a destra cogliendo il tempo mentre Uke porta il peso da un piede all’altro. Tori avanza con il sinistro e spinge Uke indietro e laterale con la mano sinistra mentre la destra spinge verso l’alto con il gomito vicino ad Uke. In questo modo Tori porta Uke con tutto il peso sul tallone destro e lo proietta prima che appoggi il piede sinistro.
L’azione finale della mano sinistra di Tori è simile ad un colpo di frusta verso il basso. Per la buona riuscita di Sumi Otoshi, fondamentali sono la coordinazione e l’equilibrio di Tori.

Sukui Nage

Sukui Nage (proiezione a cucchiaio)

Nell’esecuzione classica con presa a destra, Tori induce Uke a fare un passo sinistro in avanti, avanza il piede destro all’esterno del piede sinistro di Uke.
Tori provoca una reazione di Uke che si sbilancia all’indietro. Sfruttando il suo squilibrio, Tori abbandona la presa flette le ginocchia e afferra con entrambe le mani Uke all’altezza delle gambe.
Rialzandosi, Tori solleva Uke e lo fa oscillare all’indietro sulla sua anca destra. Uke cade dietro Tori che lascia le prese durante la caduta.

Seoi otoshi

Seoi otoshi (caduta dalle spalle)

Seoi Otoshi è una variante di Seoi Nage dove Tori appoggia uno o due ginocchia al suolo. La caduta di tori determina il caricamento di uke sul suo dorso e la successiva proiezione.
Seoi Otoshi permette di attaccare con successo avversari anche molto più pesanti. Il nome cambia in funzione della presa (morote seoi otoshi, eri seoi otoshi, ippon seoi otoshi). Se la tecnica è applicata in modo insufficiente la proiezione si trasforma in un semplice rotolamento con uke che rischia di sbattere la testa violentemente per terra. In questo caso deve essere tori ad intervenire raddrizzando le gambe e garantendo l’atterraggio di uke sulla schiena.

 

martedì 26 marzo 2013

Seoi Nage

Seoi Nage (lancio caricando sul dorso)

morote_seoi_nage
Il gruppo di tecniche denominate “Seoi Nage” nelle loro varianti (“Kata”, “Eri”, “Morote”, “Ippon”, “otoshi” ecc.) sono tra le più eseguite in gara e riscontrano un grosso favore tra i judoka. Queste tecniche, classificate come tecniche di braccia (te waza)  si sono evolute partendo dalla classica esecuzione in piedi fino ad arrivare alla potentissima esecuzione al volo in ginocchio (Makikomi). Per via della loro versatilità sono praticate dai judoka di tutte le categorie senza alcuna esclusione.
Il nome “Seoi Nage” significa “lancio caricando sul dorso”. La sua esecuzione nella forma “morote” è indicata per Judoka di piccola taglia che, senza lasciare le prese, si infilano sotto le braccia di Uke e locaricano con appoggio su entrambi i piedi.


domenica 24 marzo 2013

Kuchiki Taoshi

Kuchiki Taoshi (caduta dell’albero tarlato)


Kuchiki Taoshi è una tecnica di braccia (te waza) al di fuori del Go Kyo. Nella sua esecuzione Tori afferra la gamba di Uke dietro al ginocchio e allo stesso tempo spinge indietro con la mano al bavero del judogi.
La gamba destra di Tori può andare all’interno o all’esterno delle gamba di Uke dal momento che l’esecuzione di Kuchiki Taoshi dipende dalla mano che prende il ginocchio. Infatti Tori può prendere il ginocchio anche con la mano destra tenendo la mano sinistra alla manica
Questa tecnica, molto spettacolare ed efficace, è usata come contrattacco a Hiza Guruma ed inoltre permette numerosi concatenamenti in preparazione e dopo l’esecuzione della stessa.









 

Kibisu Gaeshi

Kibisu Gaeshi (rovesciamento con presa al tallone)

 

Kibisu Gaeshi si traduce come “rovesciamento con presa al tallone”
Si tratta di una tecnica fuori Go-Kyo. Nella sua esecuzione tori porta tutto il peso di uke sul tallone, abbassandosi con il ginocchio a terra afferra quest’ultimo con la mano e effettua una proiezione.
Per l’esecuzione di Kibisu Gaeshi occorre una buona scelte di tempo da parte di tori quando deve agganciare con la mano il tallone. E’ una tecnica poco spettacolare ma estremamente efficace.

giovedì 21 marzo 2013

Kata Guruma


 Kata Guruma


Kata Guruma è una proiezione di grande ampiezza che consiste nel fare oscillare Uke sulle spalle. Classificata come tecnica di braccia (te waza), appartiene al terzo gruppo del Go Kyo (Dai Sankyo). Kata GurumaIl maestro Jigoro Kano ideò personalmente Kata Guruma prendendone spunto da una antica del jujitsu: Kino Katsugi che consisteva nel caricare sul dorso Uke e proiettarlo di traverso con un ginocchio a terra. Kano subiva questa tecnica da un allievo più grande e prepotente, per questo ne era rammaricato: il maestro lesse vari trattati, vide tecniche occidentali e asiatiche di lotta ed ideò la tecnica che si conosce ai giorni nostri. Il maestro incontrò di nuovo il prepotente jujitsuka ma l’esito fu completamente differente, nonostante Kano fosse molto più gracile.
In Kata guruma Tori, attraverso una forte trazione alla manica di Uke, lo obbliga a portare tutto il peso sul suo piede destro, quindi abbassandosi con la spalla sotto la cintura, carica Uke e lo fa oscillare sulle spalle. Nella proiezione, Tori richiama la gamba sinistra al fine di fare spazio per la caduta ad Uke.
Kata Guruma, per un certo periodo, venne praticamente abbandonata in competizione ma è ritornata in voga in seguito, con varianti molto interessanti (si veda il video di seguito) che un po’ la snaturano  ma che pongono l’accento sull’efficacia in combattimento.


venerdì 15 marzo 2013

Tecniche di mano o spalla

Ippon seoi nage (lancio caricando sul dorso)

morote_seoi_nage Il gruppo di tecniche denominate “Seoi Nage” nelle loro varianti (“Kata”, “Eri”, “Morote”, “Ippon”, “otoshi” ecc.) sono tra le più eseguite in gara e riscontrano un grosso favore tra i judoka. Queste tecniche, classificate come tecniche di braccia (te waza)  si sono evolute partendo dalla classica esecuzione in piedi fino ad arrivare alla potentissima esecuzione al volo in ginocchio (Makikomi). Per via della loro versatilità sono praticate dai judoka di tutte le categorie senza alcuna esclusione.
Il nome “Seoi Nage” significa “lancio caricando sul dorso”. La sua esecuzione nella forma “morote” è indicata per Judoka di piccola taglia che, senza lasciare le prese, si infilano sotto le braccia di Uke e lo caricano con appoggio su entrambi i piedi.



lunedì 11 marzo 2013

Le cadute !

Cadute


1. Caduta all’indietro (ushiro ukemi)
Partendo da shizen tai Uke solleva le braccia davanti a sè fino a tenerle orrizzontali. Flette il collo in modo da fissare con lo sguardo il nodo della cintura poichè, durante la caduta, la testa non deve toccare mai il tappeto. Successivamente Uke esegue un passo all’indietro, si flette sui talloni e curvando la schiena si lascia rotolare all’indietro. Nell’istante in cui la schiena tocca a terra Uke batte con il palmo delle mani la materassina. Le mani sono ad una posizione di 30 gradi rispetto al corpo. Le gambe si sollevano ma non si flettono.

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Caduta all’indietro (ushiro ukemi)
2. Caduta laterale (yoko ukemi)
Si esegue a destra e a sinistra. Dalla posizione eretta Uke solleva il braccio destro davanti a sè e contemporaneamente avanza con il piede sinistro. Poi fa scivolare la gamba destra in avanti, si flette progressivamente sulla gamba sinistra fino a sedersi appoggiando la natica destra al tallone sinistro. A questo punto, Uke si lascia andare al suolo sul lato destro e batte contemporaneamente il tappeto con la mano e l’avambraccio destri. In questo movimento il braccio forma con il corpo un angolo di 30 gradi. Le gambe si sollevano ad angolo retto rispetto al corpo.
Per eseguire yoko ukemi a sinistra basta invertire lo svolgimento della caduta a sinistra.

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Caduta laterale (yoko ukemi)
3. Caduta rotolata in avanti (mae mawari zempo kaiten ukemi)

Viene utilizzata da Uke quando subisce tomoe nage e altre tecniche di sacrificio. Come yoko ukemi, si esegue a destra e sinistra.
Nell’esecuzione a destra, Uke parte da shizen tai e avanza con il piede destro. Flette poi le due gambe e posa la mano sinistra di piatto sul tappeto davanti al piede sinistro. Il tronco rimane inclinato in avanti e la gamba destra è più flessa della sinistra. Uke appoggia poi il bordo cubitale della mano destra sul tappeto tra la mano sinistra e il piede destro, le dita della mano dritte e rivolte all’indietro. Il braccio destro viene flesso ad arco, la schiena è ricurva e la testa ben rientrata in mezzo alle spalle. Uke si spinge in avanti distendendo le gambe e rotolando sul braccio destro. Quando il fianco sinistro tocca il tappeto Uke batte molto forte il suolo con la mano sinistra.

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Caduta rotolata in avanti (mae mawari zempo kaiten ukemi)
4. Caduta facciale (mae ukemi)
Uke si lascia andare in avanti come una “tavola”. Poco prima di toccare il tappeto tende con dolcezza le braccia davanti a sè. Il contatto con il suolo avviene con le mani e gli avambracci e le braccia si flettono per molleggiare. Questo tipo di caduta si esegue dapprima dalla posizione inginocchiata (vedi figura), poi dalla posizione naturale eretta shizen tai.

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Caduta facciale (mae ukemi)

[Insegnamento delle cadute Judo (Ukemi) nei Licei e nelle Università in Giappone]




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